Ore 20,00 è l’ora di iniziare il nostro viaggio. Destinazione? Marocco. 
Proprio così, in un periodo nel quale gli spostamenti non sono semplici, noi di Seby Sorbello Cooking Out insieme a Panta Rhei abbiamo accompagnato la redazione di Sud Look alla scoperta del Marocco. Un viaggio lungo una cena.

Abbattendo i limiti con la fantasia siamo partiti verso una meta affascinante, ricreando le atmosfere magiche e le suggestioni del Marocco nel giardino di casa. Abbiamo accolto i nostri ospiti a Marrakech, simbolicamente rappresentata da un’insalata marocchina di pomodoro, peperone verde e coriandolo fresco. Un’erba aromatica, molto utilizzata nella cucina orientale, capace di introdurci in questo mondo così “similmente diverso” dalla nostra Sicilia.

Le strade della “Città Rossa” sono un mix di colori e sapori, come la focaccina con cagliata e cipolla in agrodolce, capace di “raccontare” in un morso la tradizione pastorizia marocchina. 
Un po’ come se una volta oltrepassato il Tizi n’ Tichka (il valico dei pascoli) avessimo raggiunto Ouarzazate – la Porta del Deserto protagonista di molti film hollywoodiani – e ci fossimo seduti in una khaima beduina per gustare la Pastilla marocchina con pollo alle mandorle, zucchero e cannella. Un piatto dei contrasti, dolce-salato, che svela le influenze spagnole nella cultura araba.

Ma un viaggio in Marocco non può dimenticarsi del Sahara. Attraverso due piatti simbolo dell’area nord africana ci addentriamo nel suggestivo mondo del deserto: l’Hummus di ceci con petali di agnello e verdure saltate e il Tajine di guancia con verdure croccanti cotto, appunto, nella Tajine: la pentola di terracotta composta da una parte circolare con i bordi bassi e una parte conica, utilizzata per delle cotture lente. Ad impreziosire l’atmosfera l’essenza di curcuma spruzzata, come un profumo, sul polso dei commensali.

Nella tenda marocchina, allestita da Panta Rhei, abbiamo proseguito il nostro viaggio verso le città della costa: El Jadida, Casablanca, Rabat, Essaouira, dove la musica non manca mai.

Melodie arabe, profumi intensi e i colori del mare, delicati nella crema di melanzane affumicate con julienne di seppie, più accesi e decisi nel cous cous di pesce dello Chef Seby Sorbello.

Questo viaggio a otto portate si è concluso con un l’insalata di frutta e the verde freddo servito in abbinamento a del the verde caldo. Un contrasto che riproduce le famose escursioni termiche tra notte e giorno. Quelle che i Tuareg conoscono bene.

La prossima meta? È un viaggio ancora da organizzare.

 

Foto: Studio Fotografico Andrea Materia